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2 Mesi

mercoledì 27 febbraio 2019


Ormai sono 2!
Basta cosi poco per sentirsi parte della famiglia e non essere più il pesciolino rosso della situazione. Finalmente siamo quattro e tutti e quattro coscienti pieni di amore l'uno per l'altro.
Rileggere i post precedenti mi emoziona sempre.
Quelli della gravidanza, del post, dell'ansia e dell'attesa. Sembra impossibile essere qui.

Certo, il primo mese è tutto un cambiare pannolino, biberon e dormire (ben poco, dato che come il fratello non ama i riposini).
Per la mamma invece è un tornare alla normalità, ricominciano i fastidi da ciclo, gli ormoni ballerini e la stanchezza è sempre tanta, almeno quanto la voglia di perdere i chiletti in più a cui ci siamo lasciate andare.

Si intravede qualche sorrisino (sempre e solo a chi vuole lui), qualche momento di gioco e qualche emozione in più.
Sicuramente è sempre più difficile riuscire a procrastinare il biberon di qualche minuto, sa quello che vuole e sa come ottenerlo.
Soprattutto si può percepire la tipica ingenuità dei bambini, che non conoscono "le persone cattive" o le cose negative del mondo (tranne qualche colichina o mal di pancia), e ti guardano come se tu fossi la loro gioia più grande, il loro salvatore.
Un po' come noi guardiamo il pony express il sabato sera, quando porta le pizze.
Anche se sono convinta che in realtà quell'aria amorevole sia solo una copertura, molto alla "Mignolo e il Prof" e che il loro intento sia solo di conquistare il mondo a suon di cacche super puzzolenti e occhioni dolci.
Alla fine, a dare ragione alla mia tesi, gli si perdona tutto, dai rigurgiti sulla maglia appena cambiata dopo la doccia, alle notti insonni passate a fissarsi come stoccafissi.

Mi perdo spesso a pensare a quanto veloce passi il tempo.
Guardandolo vedo che piano piano sta diventando un vero bambino.
Gli occhi finalmente rimangono chiusi durante il sonno (non sempre ma siamo sulla buona strada).
I capelli ancora sono peluria, ma iniziano a definirgli il viso; e la ciccetta che ha messo su in questo periodo, essendo nato piccolo piccolo, si nota ancora di più.
Inizio a sentire e riconoscere il suo odore, nonostante non sia altro che latte tra le pieghe del collo, e di notte è bello sentire che ha bisogno della tua vicinanza per addormentarsi.

Però allo stesso tempo ormai sono due mesi.
Sembra ieri che ho visto la doppia linea sul test e incredula sono corsa a dirlo a Simone.
Mi rivedo a passare le giornate alla ricerca di un suo movimento, e a come immaginavo sarebbe stato il giorno del parto, come avrei avvisato a casa, cosa avrebbe fatto Gio appena arrivato in ospedale.
E ormai sono passati due mesi.
Arriverà il giorno dove, io e Simone seduti nella nostra sedia a dondolo sulla veranda, ripenseremo a tutto questo come i momenti più belli della nostra vita.


Il tempo sfugge di mano, passa velocissimo e soprattutto non ne abbiamo il controllo. Penso spesso a chi non c'è più. A come questa esperienza, nonostante sia stata la stessa di qualche anno fa, alla fine sia stata così diversa, in gran parte per la situazione completamente diversa attorno a noi e sulla quale non abbiamo controllo.
Ringrazio Dio, o chi per esso, tutti i giorni, perchè nonostante non se ne abbia il controllo, siamo qui, tutto è andato bene, tutto sta andando bene, ci amiamo e stiamo bene.
Sono grata a Madre Natura o chi per essa, per darmi la forza e la possibilità ogni mattina di alzarmi dal letto e respirare a pieni polmoni, quando c'è chi non può farlo.
Ma soprattutto sono grata alla mia famiglia, perchè nonstante tutto il male del mondo, dentro queste mura, ci amiamo come il primo giorno.

Perchè uso il latte artificiale e primo mese con Bimbo!

mercoledì 30 gennaio 2019


Il 24 finalmente facciamo un mese, un mese di coccole, amore, pannolini sporchi, notti insonne, conta di ml di latte e giri in negozi tra prezzi e scaffali.

Ma siamo qui, un bimbo che ha preso un kg dalla nascita e qualche cm; a cui abbiamo dovuto scucire tutti i piedini delle tutine perchè li ha più grandi dei miei, che ti guarda con gli occhi pieni di gioia nonostante non riesca a sorriderti, che ti segue piano piano e ogni volta che sente il fratellino lo cerca ovunque, girando testa e occhietti alla ricerca della voce amica.

Un mese di coccole nel lettone e tentativi di abituarlo al suo, di canzoncine e coliche, di spese, di uscite economiche non indifferenti, ma di grande amore a ogni stretta di ditino.

Ma soprattutto un mese di tentativi e di scelte, di biberon e dubbi sul latte più adatto.

Ho scritto e riscritto questo post molte volte. Alla fine ho capito che non c'è un modo facile per dire quello che voglio esprimere, perchè oggi siamo nel mondo del "se non allatti tuo figlio sei una cattiva madre".
Non voglio fare la vittima e nemmeno la guerra per le "mamme del biberon e latte artificiale", però ci sono passata ben due volte e in entrambe mi sono trovata a dover ascoltare critiche che dal mio punto di vista, una neo mamma, stressata psicologicamente e fisicamente non dovrebbe passare.
Niente di grave sia chiaro, ma questo lo dico ora che ci sono passata. In quei tre giorni in ospedale, quando sembrava che non allattare al seno, non riuscire a sopportare il dolore di una non buona attaccatura di Lorenzo, di una pelle troppo delicata che non faceva altro che sanguinare, non essere in grado di dargli ciò di cui aveva bisogno, facesse di me una madre non all'altezza di questo titolo.
E' vero, il latte materno non è lontanamente paragonabile al latte artificiale, lo penso come sono d'accordo col fatto che, nel 2019, un bambino debba essere vaccinato e seguito da dei medici professionisti.
Sono pro scienza e pro natura, per un raffreddore magari basta un po' di acqua di sirmione, mentre per una tonsillite batterica ci vuole un' antibiotico.
Ma sono anche d'accordo che nel 2019, se una madre non riesce ad allattare al seno, anche solo per scelta e non necessariamente per un problema fisico, non debba essere considerata poco mamma.
Penso che sia nel diritto di una madre, in uno dei periodi più stressanti della sua vita, dopo ore di travaglio, dopo mesi di nuove situazioni, di ansie e di pareri non chiesti, possa decidere di non allattare.
Di scegliere una via più facile rispetto allo stress del non sentirsi come le altre donne, di non avere la montata lattea il giorno dopo, di scegliere di avere un bimbo un po' più pigro rispetto agli altri o semplicemente di poter chiedere così aiuto più facilmente e potersi dividere i compiti con il proprio partner.

La tendenza invece è di esasperare la cosa. Sembra che la scelta giusta sia solo decidere di soffrire per poter dare al proprio bimbo una via migliore, come se tutto l'amore nell'averlo dato al mondo non bastasse, come se decidere dopo nove mesi qualcosa per sè, quando l'alternativa è comunque qualcosa all'altezza della prima scelta, non sia contemplato.

Per tre giorni in ospedale ho sopportato dolori lancinanti al seno, pelle che si staccava, seno che si attaccava alla coppetta o al reggiseno dovendo staccarlo poi e riaprire le ferite, vedere mio figlio che perdeva peso e sapere di non riuscire a dargli tutto. Pensieri e messaggi a mio marito che mi incoraggiava nello scegliere per me, che tutto sommato era meglio un biberon e una spesa economica non indifferente al vedermi piangere dal dolore.

Per tre giorni le ho provate tutte, tiralatte, auto-mungitura dei seni, coppette, modellatori, attaccature in tutte le posizioni possibili e immaginabili. Non dormire la notte per provare ad attaccarlo nonostante le fitte e cercare nella montata lattea l'unica speranza. Ore di discorsi e tentativi con tutte le infermiere e le ostetriche del nido. Ma nulla, alla fine ho deciso per me (e per Lorenzo dato che è nato molto piccolo e stava perdendo troppo peso) di scegliere il latte artificiale.

A un mese, posso dire che non potevo fare scelta migliore.
Non mi sento meno madre e se devo dirla tutta, sono stressata e stanca uguale, ma lo vedo crescere, stare sveglio, essere sereno e non avere la pressione di una madre che vuole essere perfetta nonostante la natura, in questo caso con capezzoli e seno non adatto, le vada contro.


Bimbo!!

mercoledì 9 gennaio 2019



Finalmente, dopo tanti meno un più! Siamo a +16, e finalmente in 4!
Che dire, che esperienza! Così brutta e allo stesso tempo cosi bella... voglio raccontarvela.

Era ormai un bel po' di giorni che mi sentivo gli ormoni in subbuglio, per un motivo o un altro mi ritrovavo spesso a piangere e spesso talmente impaurita da quel che mi aspettava da voler stare sola e rinchiudermi nel mio bozzolo. Solo pochi giorni prima, chattando con mia sorella, parlavamo di quanto la situazione mi spaventasse, delle continue contrazioni che iniziavano e si fermavano e del fatto che non mi sentivo pronta ad affrontare un parto, per quanto fossi al secondo figlio e, come dicono tutti, un travaglio più veloce.

Già il sabato prima ero stata in ospedale, delle contrazioni dolorosissime e regolari, ma parto ancora chiuso. La dottoressa stessa mi ha detto che sperava di vedermi presto perchè a sto punto era proprio solo questione partisse tutto.

Passano due giorni tra fitte e fastidi vari, finalmente arriva la vigilia di Natale. Non tralascio nulla, come al solito aiuto Gio nel prepararsi, pulisco, preparo pranzo, tra sensazioni strane. Ma a mezzogiorno, mentre stendo i panni della lavatrice, mi sento bagnata, vado in bagno e mi sono accorta di perdere molto sangue.
Da li ricordo poco (che sia il famoso "mal desmentegon"?) fatto sta che chiamo simone e gli dico di telefonare subito a sua mamma e dirle di tornare, Gio più in ansia di noi aveva già indossato le scarpe nel caso fosse servito portarlo con noi, mentre Simone aveva già in mano la mia giacca e messo in moto la macchina.
In 10 minuti eravamo in ospedale super impanicati, non è mai bello vedere del sangue in gravidanza, soprattutto dopo giornate di dolori cosi e a termine.
Ma fortunatamente, dopo la visita nessuno sembra spaventato, anzi, mi mettono sotto monitor e mi dicono che con quelle contrazioni entro sera partorisco.
Ovviamente me l'hanno tirata, in un ora dilatazione 4 cm poi calma piatta e bimbo sveglio che si rotola e scalcia come niente fosse, ma soprattutto che non si vuole incanalare.
A forza di "ma col secondo è normale" dopo 11 ore di travaglio e bimbo che finalmente si incanala (penso per sbaglio) decidono di rompermi il sacco per velocizzare tutto.

Sono le 23.26 quando un piccolo Lorenzo viene al mondo. Come ha detto il collega di Simone : giusta la mezzanotte con il fuso orario di Betlemme!

Che dire, mai più. Altro che più veloce (Gio 2 ore,  Lorenzo 12), altro che meno doloroso, nonostante la grandezza (49cm x 2.7 kg), insomma ripeto, mai più.

Però la gioia dell'averlo tra le braccia, fare lo skin to skin con lui, ha ripagato tutto.

Ci ho pensato, parecchio. E' vero il dolore è stato qualcosa di indicibile, ma credo più che quello, mi abbia distrutto la stanchezza con cui sono arrivata li. Come sempre c'è una lezione da imparare ed è: pensare di più a se stessi.
Con l'idea di non voler far mancare nulla a nessuno, di non perdere il Natale, di non lasciare indietro nulla, mi sono demolita, fisicamente e mentalmente e non sono arrivata li al 100%.
Ora, chi di voi aspetta e legge il post, penserà che sono tremenda a scrivere queste cose, dato che ci dovrete passare.
Beh è vero, vi ho detto come è stata, è cosi, una grande sofferenza ma sicuramente non è un dolore. Pensate a come sarà poi, tornare voi stesse e poter abbracciare il frutto del vostro amore, il vostro cucciolo di uomo.
Ma soprattutto, pensate a voi stesse, preparatevi psicologicamente, rilassatevi, non pensate troppo e soprattutto imparate a prenderla come viene.

Vedrete, sentirete un amore viscerale per la vostra creatura, che vi farà sopravvivere a tutto, e soprattutto, a rendervi persone migliori.

-25 giorni, arriverò mai alla data?

lunedì 10 dicembre 2018


Mancano 25 giorni.
Sembra impossibile siano già passati 9 mesi.
Mi sembra impossibile nonostante la sciatica, i piedi che esplodono, la vescica dolorante e le emorroidi.
Nonostante un vermetto di 3 kg quasi nella pancia, che non mi lascia dormire e appena sente qualche voce "amica" inizi a fare lo squalo.
Sembro la protagonista di un film horror.
La borsa è ormai pronta da un po'. Sono l'ansia in persona, soprattutto quando si parla di organizzazione e di cose su cui non posso avere il pieno controllo.
Quindi quello che posso fare deve essere pronto dall'inizio, se avessi potuto la avrei preparata a tre mesi.
Me lo ha vietato solo il buonsenso.
Voglio però parlarvi di cosa sto provando ora. Penso che un po' tutte ci siano passate, al secondo figlio.
Ho paura di non poterlo mai amare come amo Gio, credo da un lato sia normale, neanche Gio pensavo di poterlo amare cosi tanto.
Allo stesso tempo se mi fermo a pensare al momento in cui sarà tutto finito, lo avrò tra le braccia, vedrò il suo faccino e io saprò di avercela fatta, mi commuovo. Mi commuovo di un amore che riempie il cuore.
Ho paura del parto. Una paura pazzesca. Con il primo figlio non è stato così. Ero completamente incosciente e per quanto una si immagini quei momenti, li immagina sempre sbagliati.
Ero pronta a soffrire come un cane. Invece è stato veloce e tutto sommato il dolore gestibile.
Ma dicono il secondo sia più doloroso e più veloce. Ma dicono anche che il primo ti distrugga. Che faccio? A chi credo? Non lo so, e la cosa mi mette ansia. Da una parte voglio credere sia veloce e indolore. Dall'altra so che tanto non lo saprò finchè non arrivo li e fisiologicamente parlando, per quanto possa essere meraviglioso, non potrà non esserci dolore. So anche che passerà completamente con l'ultima spinta. Ma so anche che devo arrivarci.
Ho paura di non arrivare alla data. Non credo sia possibile bimbo possa crescere ancora molto dentro di me, cioè non ci sta anche volendo. Lo sento ovunque e sempre più in movimento. Almeno è felice!
Ho paura di come starò dopo, parlo di ciclo, di emorroidi, di tentativi di attaccarlo al seno, di stanchezza.
Sapete cosa mi sta aiutando un sacco?
A parte grazie a Dio la mia famiglia che mi sta molto vicino, e già questa è una grazia che non tutti hanno purtroppo.
Ormai sono alle toto scommesse sulla data, basandosi su lune, calendari, eventi e chi più ne ha più ne metta.
A parte Gio e Simone che mi sono sempre stati vicini, ma che ora più che mai mi aiutano e supportano (anche se direi più che altro sopportano) nei miei sbalzi di umore, micidiali, me ne rendo conto perfino da me.
Il corso pre-parto.
Non sapevo neanche se farlo o no, alla fine ho già partorito una volta, so come si fa.
Non so neppure se potrò andare in quell'ospedale (prego di si, mi darebbe una fiducia e serenità disumana poter essere di nuovo nell'ospedale dove ho partorito Gio e tutto è andato bene), ma per questione politiche e altro hanno moltissime restrizioni, quindi tutto dipenderà da quel giorno.
Ma so che sentire altre mamme, che siano al primo che siano al secondo o terzo, con le mie paure (a volte anche di più, cosa che mi sembra impossibile sinceramente), mi aiuta moltissimo.
Il conoscere una delle ostetriche, con la quale poter scrivere e creare gruppi whatsapp di mamme fuori di testa, mi da pace mentale. Anche se sinceramente, poverina, anche umanamente, non so quanto possa fare, già anzi ne avrà fin sopra la testa.

A volte mi accorgo di come siano le piccole cose, i piccoli momenti a darmi serenità ora. E ve le consiglio. Una maschera al viso, una tisana calda, un paio di calzini caldosi, un film o una canzone. Imparate, come sto imparando io a prendere in questi momenti, dei piccoli momenti per voi. Presto tornerete a essere voi stesse, ve lo prometto.

-40 giorni, tempo di corsi, letture e borsoni

lunedì 26 novembre 2018

PH. Elle Mic Photo

Meno 40 giorni. Tempo di corso preparto, di borsoni e lettini che prendono forma.
Tempo di ansie e paure, che cerco di curare con candele profumate e momenti che tengo per me, senza pensare troppo a come e cosa sarà.
Tempo di pesantezza, stanchezza piccoli fastidi e dolorini che subito ti mettono sull'attenti.
Tempo di fame, ma anche di acidità e mal di stomaco.

Diciamo che secondo me l'ultimo mese e mezzo è paragonabile ai primi tre mesi. I motivi sono opposti, all'inizio le sensazioni sono di quel misto fastidi fisico e pensieri mentali, non tanto per il parto quanto per i 9 mesi, sembra impossibile che quel semino visto e sentito nella prima ecografia possa crescere e diventare grande, e soprattutto sai che è completamente dipendente da te ora come ora.
Ti guardi il pancione, anche perchè abbassando lo sguardo non vedi altro, e cerchi di capire esattamente come vuole uscire, senti i piedi sulle costole e la testa sulla vescica (se sei fortunata ed è già in posizione) e pensi a come cavolo fare. Lo ami, senza dubbio, ma qualche dubbio sul perchè ti sei messa in questa situazione lo hai, anzi, non ti fa dormire la notte, insieme alla sciatica e allo stomaco dolorante.
Ma anche per questo sei arrivata a pensare che tanto male per male meglio dar sfogo alle proprie voglie, minestrina o pizza comunque stanotte sentirai una pesantezza assurda, tanto vale divertirsi.
Però come è bello guardare il borsone che prende forma.
Decidere la prima tutina, guardare il lettino e pensare : " Pensa quando li in mezzo ci sarà un piccolo pulcino"mentre subito dopo: ma che sia troppo sottile il cuscino? e se si gira e si soffoca? e se non si gira e si soffoca uguale? e la trapuntina che basti? ma se ha caldo lo capisco? beh faccio così, scarico l'app per prendere appunti e mi segno le domande da fare al corso.
E sono al secondo... con Gio ero quasi più incosciente sotto questo punto di vista.
Il corso. Non vedi l'ora di andare, conoscere gente e allo stesso tempo di chiuderti in casa e dormire.
Tante domande da fare, tante cose da voler mettere apposto prima dell'arrivo. Ma cominci a non stare in piedi facilmente, ad avere fitte all'inguine, alla schiena, alle gambe, i piedi gonfi.
Non è ancora il momento del letargo?
Sogni lunghe docce calde, dove esci più distrutta di prima, fisicamente k.o.
E invece quello che ti dicono tutti è: riposa ora, che poi quando arriva vedrai! Nottate in bianco, male ai capezzoli nel tentare di allattare, piangerà e non capirai cosa vorrà, pannolini da cambiare e bimbi da lavare completamente perchè si riempiono di cacca fino all'attaccatura dei capelli. Però mi raccomando solo saponi bio neutri da 50 euro in versione monodose in farmacia o poi si irrita la pelle e a quel punto ciao, piangerà anche per quello. E niente salviette solo acqua di fonte e sapone marsiglia, ma non quello da negozio, quello creato a mano dalle mani sapienti di piccole giapponesine in qualche valle sperduta.

Però, anche rileggendo tutto questo, anche provando tutto questo (e molto altro che meglio evitare di raccontare in pubblico), io continuo a pensare al momento in cui lo avrò tra le braccia, al momento in cui vedrò Simone tenerlo e guardarlo adorante, al momento dove ci guarderemo e diremo: ce l'abbiamo fatta, tutto sommato pensavo peggio! (questo merito del famoso detto " mal desmentegon"), penso ai parenti, che arriveranno a conoscere il nuovo cucciolotto, penso a Gio, e questa è la cosa che mi emoziona di più, a quando entrerà in stanza a conoscere Lorenzo, e so, perchè lo conosco che piangeremo tantissimo, insieme, tutti e quattro.
Ma devo essere sincera con voi, penso anche alla baguette con crudo e mozzarella che ho già chiesto in ospedale, per poter festeggiare alla grande il momento in cui potrò dire che finalmente ce l'ho fatta, che siamo li, felicissimi, tutti e quattro insieme.



Hygge

mercoledì 14 novembre 2018


Per me l'hygge è stata una vera e propria sorpresa.
Amo cercare idee sul come semplificarci la vita, come aiutarci a vivere il momento, come trovare gioia dalle piccole cose a portata di tutti piuttosto che cercarla in viaggi o cose pacchiane e costose.
Questo non solo perchè non posso permettermi tutto ciò, ma soprattutto perchè mi appartiene di più, rispecchia il mio essere. Infatti, appena in libreria ho trovato questo libro, ho letto questo titolo ho subito pensato dovesse essere mio.
L'hygge è lo stile di vita danese, o almeno, li nasce e un po' ovunque dovrebbe essere seguito secondo il mio punto di vista. Amo i paesi nordici, se dovessi decidere un'altro stato in cui vivere non avrei dubbi sul dire Norvegia, ma mi rendo conto di come possa essere ostico passare li una vita.
La Danimarca in qualche modo si è vista costretta a creare questo stile, pensiamo anche solo al fatto che nei periodi di buio la luce del sole c'è si e no per 7 ore, che per più di 170 giorni all'anno piove e che la temperatura media è di 17°.
Quindi dove si può, se non in casa, se non tra amici e parenti, trovare il calore di cui si necessità per non andare in depressione?
Dopotutto, in Norvegia esistono più di 30 modi per definire la neve, qui ci sono più e più modi per definire l'hygge, che altro non è se non una bussola che ci guida verso piccoli momenti che il denaro non può comprare, pensarsi e sentirsi soddisfatti, saper trovare un rifugio e una sicurezza tra le persone a cui si vuole bene e nella propria casa.
L'hygge indica il dolce far nulla, il sedersi con gli amici e rilassarsi, senza pensare troppo.
Pensate che bello vivere così, far crescere i propri figli con la consapevolezza di questi piccoli momenti.
Momenti che chiunque può vivere, che possono essere semplicemente una nuova tradizione da condividere in famiglia.
Non vestirsi la domenica e passare la giornata in pigiama? Bere una tisana calda e raccontarci la giornata mentre fuori diluvia?
Decidere che il sabato sera non si cucina e si mangia davanti alla tv in salotto, o leggere insieme sotto un bel plaid caldo con solo luce di candele.
Imparare a "oziare" in un mondo che ci vorrebbe sempre più frenetici.
Ad esempio, quanto può renderci nervosi il perdere un treno o ritrovarci in ritardo? Essere bloccati in una bufera di neve? Dover passare ore incolonnati in auto?
Se invece imparassimo a rendere questi momenti hygge? Goderci il fatto di avere un punto in comune e di approccio con la persona che ha perso con noi la coincidenza, goderci la chiacchierata in auto con i nostri figli mentre aspettiamo il verde.
Anche in casa si può vivere l'hygge, ad esempio con uno stile minimalista, dove basta poco per pulire, dove tutto è sempre accogliente, magari con un bel mazzo di fiori di campo, dove a scaldare tutto è un fuoco a vista, dove le luci sono calde e soffuse, delle lucine, a volte addirittura candele.
Dove amiamo riciclare e rinnovare le cose, dove abbiamo esposti i ricordi di persone che abbiamo amato e souvenir di posti che abbiamo amato visitare.

"L'hygge è il tempo extra che mi concedo per godermi davvero un momento speciale, ma allo stesso tempo è qualcosa che, come per magia, accade ogni singolo giorno se, semplicemente, apro gli occhi"
— Nanna Mosegaard —


-50 giorni al terzo incontro più importante della mia vita

lunedì 12 novembre 2018


Che dire? Oggi 12 novembre è una giornata super importante. Piena di ricordi e emozioni. 7 anni fa come ora, 11.40 io e Simo ci stavamo scambiando le promesse di matrimonio.
Qualche kg in più, e qualche anno in meno
Chi poteva immaginare che dopo questi 7 anni ci saremo trovati qui con due piccoli pulcini? Uno ancora nell'uovo, ma l'altro ormai già in prima elementare!
Certo, era nei nostri piani, ma abbiamo sempre vissuto la giornata, sapendo di avere obiettivi comuni ma che per raggiungerli avremmo dovuto lottare tanto e tanti dei quali, fuori dalla nostra responsabilità.
Essere genitori è uno dei doni più preziosi che ci sia e noi siamo stati graziati ben due volte.
Ormai mancano 53 giorni alla data presunta del parto, e non nascondo che inizio a essere molto stanca.
Ieri Simo ha festeggiato con amici i suoi 29 anni, e io da vera mogliettina testa dura ho voluto partecipare alla grande, aiutando nei preparativi, lasciando da parte l'idea di prendere semplicemente delle pizze a metro e invece, preparando grigliata e contorni vari, più un dolce mai provato prima e non semplicissimo per i miei standard. E oggi ne pago le conseguenze. Me la sono voluta.
Sono un po' k.o. fisicamente, come succede a tutte le mamme all'ottavo mese, quando non sai se guardare indietro e pensare che il peggio sia passato, o guardare avanti e sapere che al parto manca sempre meno.
Foto della prima gravidanza
Tra l'altro come riferimento ho sempre tenuto una mia cara amica, compagna di classe di un mio compagno delle elementari, un mese e qualcosa avanti a me nella sua seconda gravidanza. Ogni volta che lei mi parlava di esami e visite che stava per fare, pensavo fosse il mio prossimo step, un po' come una pietra miliare, se andava avanti lei ci andavo anche io.
Bene, pochi giorni fa ha partorito, 10 giorni circa in anticipo, ma ha partorito. Chi non ha chiuso occhio per l'ansia?
Non perchè mi spaventi eccessivamente, ma perchè è uno di quei momenti dove sai che stai per incontrare l'uomo della tua vita, ma sai anche che sarà un incontro giusto un po' rocambolesco. Non sai ne quando, ne come, ne dove, ne quanto durerà. Ma sai che soffrirai come un cane.
Per di più voglio essere sincera, io super credo nella medicina e nei dottori, anche perchè non credo che tutti gli studi che fanno siano a caso, ci credo e ci crederò qualunque cosa accada. Ma attorno alla gravidanza c'è molta poca informazione e le cose sono in continuo cambiamento.
Ad esempio ho dovuto muovere mari e monti per cercare di uscirne e capire che visite mi servivano e quali no, quali erano essenziali e quali facoltative, chi me le doveva prescrivere e per quali avrei dovuto pagare.
Non che questo sia un problema ma ad esempio la terza ecografia, gratuita almeno sei anni fa, ora non lo è più.
Allora in base al dottore ci sarà chi vi dirà che è essenziale farla comunque e chi dirà che tanto il bimbo fa a tempo a girarsi altre mille volte e quindi si può anche risparmiare.
E' così difficile fare un bel foglio da dare a ogni donna arrivi con un test positivo con scritto : settimana tot, esame tot, passato dallo stato o a pagamento?
Questo non è per fare polemica anzi, ma per trovare insieme idee per aiutarci. Credo che come me molte mamme abbiano il bisogno e la necessità di un po' di organizzazione, di una sicurezza, e non può essere che questo accada solo se hai la possibilità (e ben venga per chi può) di avere un ginecologo o ostetrico privato.
Anche perchè io ho sempre pensato che fosse meglio farmi vedere da più occhi piuttosto che sempre lo stesso, perchè ognuno consapevolmente o no, da più peso a un dettaglio rispetto che a un altro e quindi possono vedere cose diverse e tranquillizzarmi in modo diverso.
Ma è molto difficile, perchè capita anche che un dottore non scriva le cose come l'altro, non aggiorni la cartella come un'altro e alla fine chi si prende le parole? Ecco ci siamo capiti.
Per questo mi piace questo blog e parlare della mia gravidanza, per poter condividere con voi aspetti che forse potrebbero aiutarci.
Avete avuto anche voi le mie stesse difficoltà? In gravidanze presenti, passate o che state cercando?
In attesa della mia ecografia di venerdì (dove ovviamente mi sono presa parole perchè ho prenotato tardi), vi saluto e aspetto vostre idee!!

Inno all'Amore

lunedì 5 novembre 2018






Che dire, finalmente Novembre!
Le foglie cadono, il vento soffia e la stufa comincia a riscaldare le serate, tra un plaid e una tisana calda.
Oggi è il 5 Novembre, e come direbbe Simone, la congiura delle polveri, in onore più di V per Vendetta che del noto avvenimento storico.
Ma si dimentica spesso di ricordare che il 5 Novembre è pure il suo compleanno!
E così vorrei un po' approfittarne per fare la moglie dolce dolce che dedica un post a lui e a quanto mi ha, mi sta e ci sta aiutando.
Spesso penso che il compleanno più che per ricordarci quanto siamo vecchi, serva per ricordarci quanto siamo importanti, cosa che spesso viene sottovalutata, in primis da noi stessi, ma soprattutto da chi ci sta attorno.
Beh per me, devo dire la verità, è difficile non notare quanto Simone sia essenziale nella mia vita, e se non per Giovanni che non fa altro che saltare e chiaccherare, e Lorenzo che non fa altro che fare stretching e calciare, la cosa che più mi ci fa pensare è ogni mio respiro.
Sembra una cosa sdolcinata, ma è davvero così. Ora ne parlo abbastanza tranquillamente (circa), perchè ci sono fuori, se non per strascichi che possono lasciare delle cose irrisolte, ma nel momento in cui avevo bisogno di un segnale, di qualcosa che mi fermasse dal fare una pazzia, ecco, il messaggio che mi ha salvato è stato il suo.
Per questo nei suoi confronti spesso sento molto più di una relazione marito e moglie.
Io non sono una coccolona, una che sta li avvinghiata sul divano, che ogni due secondi vuole baci. Però il mio pensiero è costantemente li.
Nella nostra famiglia sono successe varie cose, che mi hanno fatto rivalutare ancora di più l'importanza della sua presenza, del fatto che spesso si danno per scontato momenti o scelte banali, ma che poi creano ricordi indelebili.
Il bello è che in tutto ciò lui non si rende minimamente conto di quanto è amato, di quando lo guardo mentre è a pc o mentre mi racconta cose di programmazione o lavoro di cui non capisco e non capirò assolutamente mai nulla, e penso a quanto sono fortunata.
Lui è la tipica persona che non dorme la notte per cercare di risolvere i problemi, perchè crede di non fare mai abbastanza, quando invece dà il cuore in ogni suo gesto (anche se essendo molto orso, nessuno lo vede nell'immediato, e quando spesso accade difficilmente quindi si ringrazia lui).
Beh insomma, tutta questa pappardella è per dirgli Grazie, Grazie per tutte le cose che fai, per tutte le ore che pensi a come aiutare la tua famiglia e a risolvere i problemi senza pretendere nulla in cambio.
Grazie quando al mattino dai i croccantini al cane, nonostante tu non lo volessi. Grazie quando lavi i piatti, nonostante io sappia quanto non ti piace.
Grazie per quando sali di nascosto e rifai il letto, anche se per te è una cosa totalmente inutile.
Grazie per i sabati mattina, dove invece di riposare aiuti me a pulire i bagni e passare l'aspirapolvere, so quanto odi fare queste cose.
Grazie quando la sera ti addormenti un po' dopo di me per portare Gio nel suo letto, quando sono troppo stanca e sopporti che non ti faccia coccole, quando dopo Judo fai la doccia a bimbo, o quando per venirti a prendere ti faccio camminare un po' perchè non so guidare nel traffico e di risposta mi dici "ma effettivamente faccio volentieri due passi".
Ma generalizzando la cosa, vorrei dire a voi che leggete, cogliete l'attimo, vivete il momento, che sia spensierato, pesante, fuori dalla vostra zona di comfort o senza problemi. Se ci sono momenti brutti o situazioni difficili pensate a chi vi sta vicino, avete sicuramente qualcuno che vi manderà 'il messaggio giusto al momento giusto', basta saperlo valorizzare e trovare. Non date per scontato un compagno, un amico, un figlio, un fratello ecc ecc. Spesso sono le persone che consideriamo meno, quelle che diciamo "tanto lui c'è" che davvero ci salvano nel momento del bisogno.




PS Dopo 7 anni di matrimonio e 10 che ci conosciamo, nonostante tutte le sfide, le soddisfazioni, i momenti felici e le batoste, sei ancora la mia scelta migliore 💓

Fare in casa le zucche di Halloween e piccola riflessione

lunedì 29 ottobre 2018


Ragazzi e ragazze, dopo tanti tentennamenti e anni di voglia di provarci e cimentarsi, ci abbiamo provato.
Non sono un amante di questa festa, credo che comunque non appartenga alla nostra tradizione, ma allo stesso tempo credo che fare festeggiare è sempre un bel modo per passare il tempo. Sicuramente non viene fatto con lo stesso spirito americano, ma prendiamo sempre da loro motivi per "giornate in ricordo di..." tristi, e va bene così, è giusto ricordare l'11 settembre come molte altre loro tragedie, come credo sia giusto se hanno idee per divertirci, rubargliele un po'.
Attenzione, non sto paragonando le due cose, non sarebbe etico e giusto, ma sto dicendo che dal mio punto di vista, meglio un motivo in più per festeggiare. Alla fine è un po' come imbucarsi a un party no?
Al giorno d'oggi siamo circondati di feste nei centri commerciali, di negozi che vendono vestiti mostruosi e caramelle con forme stranissime, trovo anche un po' difficile starne fuori.
E se devo essere pure un po' polemica, se dovessimo decidere cosa festeggiare solo in base al fatto che la festa sia capita, sentita e patriottica... mi sa che non ne rimarrebbe neppure una.
Ad esempio, quanti di voi festeggiano in Natale solo per il pranzo in famiglia o per i regali? Ecco, credo non serva aggiungere altro.

Ma tornando a noi dopo questa mia piccola riflessione (ci terrei che mi diceste anche voi cosa ne pensate, amo il dialogo e poter rapportarci, ovviamente non siamo in un dibattito politico, ma vorrei sapere le vostre idee), quest'anno abbiamo provato a fare pure la zucca!
Totalmente a caso e cercando solo in momenti di crisi come cavolo uscirne.
La nostra zucca è proprio una zucca di campo, non una di quelle apposite (credo siano apposite le tipiche zucche arancioni che si vedono fuori dalle case americane) e già questo credo non ci abbia aiutato nel mantenerla nel tempo.
Ma allo stesso tempo non mi andava di spendere soldi quando già avevo zucche a disposizione e per altro ho sentito molti dire che le famose zucche arancioni non sono neppure molto buone da mangiare nel caso si riesca a salvare un po' di polpa.
Anche in questo caso non ci siamo riusciti a dire il vero, ma probabilmente anche perchè siamo partiti proprio alla cieca senza fare molta attenzione ai dettagli e a cosa era meglio fare prima e cosa dopo.
Per questo ho pensato di mettervi un mini tutorial su come abbiamo fatto a salvare il salvabile:

1-- Per prima cosa abbiamo ripulito per bene la zucca esteriormente, così da vedere eventuali macchie o danni, così da decidere il lato che era meglio mettere in mostra e magari quello da nascondere sul retro.

2-- A questo punto abbiamo disegnato con un pennarello nero i vari dettagli, come volevamo i tagli, dove li volevamo, quanta paura doveva fare insomma. Attenzione: il pennarello ovviamente tende a non asciugarsi e a farsi portare via dalla mano se ci passate sopra.

3--Abbiamo iniziato a intagliarla sopra, per cercare di togliere più polpa e semi possibile. Con un coltello lungo abbiamo quindi inciso andando in profondità ma stando bene attenti a non bucare anche il fondo. Ma Ahimè ecco i primi problemi, la buccia era molto spessa e durissima. Siamo quindi passati alla fase 2: provare a fare anche un buco sul retro. Dopo molte imprecazioni, quindi se posso consigliarvi, partite dal presupposto che il buco sul retro va fatto, inutile andare fuori di testa per poi scoprire che bastava fare un foro in più. Anche facendo così ci sono state delle difficoltà, la buccia era molto spessa e c'erano moltissimi semi, ma almeno, a forza di cucchiaiate abbiamo piano piano svuotato e capito perchè il "tappo" non si estraeva (per quando pensassimo di andare in fondo, la paura di bucare il fondo ci bloccava dall'arrivare seriamente a fine polpa).
Tutto il salvato potete decidere ora se tenerlo oppure buttarlo, dipende dalla quantità, dalla qualità della zucca, e da quanto avete dovuto incidere la zucca.

4-- A questo punto vi sarà semplicissimo fare occhi, naso e bocca!!

5-- Ora colpo di scena che abbiamo scoperto solo dopo. La zucca così marcisce subito. Nei siti che abbiamo trovato parlano di qualche giorno, la nostra è durata una settimana. Questo perchè appena finito l'abbiamo sciacquata con acqua e candeggina (l'interno) per poter disinfettare al meglio, e poi lasciato asciugare al solo per moltissimo tempo. Quindi vi consiglio di prepararla nella settimana della festa e non con troppo anticipo.

6-- A questo punto la zucca è fatta! Non è rimasta che mettere le lucine dentro, noi abbiamo riutilizzato le lucine di natale, quelle piccoline da presepio.
Ricordatevi anche di controllare quotidianamente lo stato di "marciume", la mia ha iniziato a scurirsi e riempirsi di moscerini circa 7 giorni dopo nonostante la pulizia con la candeggina.

Ora non vi resta che cimentarvi, provate provate e provate!! Commentate con le vostre idee, i vostri tentativi e magari anche con le foto delle vostre zucche!!

Attività Autunnali per Stancare Bene i Bimbi e Farli Dormire (si, clickbait)

mercoledì 24 ottobre 2018

Amo l'autunno, in assoluto è la mia stagione preferita.
Un po' per i colori, un po' per le temperature, ancora miti ma tendenti al fresco.
Lo amo per le foglie, per le sfumature degli alberi, per il colore delle montagne, le pigne che iniziano a cadere e possono essere finalmente raccolte, le bacche tipiche del Natale e soprattutto per tutte le attività che si possono fare.
E' vero, spesso piove, ma approfittando delle belle giornate per la "raccolta" di materiali, anche i pomeriggi uggiosi o un po' più freddi saranno full.
Eccovi alcune idee che ho messo insieme, chiedendo consiglio a Gio ovviamente, e a quali attività gli sono piaciute di più:


1-- Raccolta di Foglie, Bastoncini, Pigne e Bacche
Di foglie colorate e bastoncini di varie misure non ce n'è mai abbastanza. Soprattutto perchè nel momento in cui si decide che servono per qualche lavoretto si scopre che sono troppo umide, o troppo scure, o marce .
Quindi vi consiglio di approfittarne, negli orari pomeridiani più caldi, nelle giornate soleggiate di raccoglierne in abbondanza.
O appena vedete un bel parco pieno a terra, approfittatene e fatene scorta.
A casa poi lasciatele seccare o comunque asciugare, saranno ottime come stampini o come divertenti dettagli nei disegni.
Stessa cosa vale per le pigne e le bacche, magari saranno utili ancor di più tra un mesetto per le decorazioni natalizie.
Vi metto sotto alcune foto molto carine di lavoretti trovati in internet:


2-- Fare un bel dolce caldo, per profumare casa, magari con zucca e cannella, o cuocete delle belle castagne da gustare con un buon tè o tisana. Un' ottima idea è anche il Pumpkin Spice Latte (sostituite o togliete totalmente il caffè) di cui metterò la mia ricetta venerdì.
Per la cioccolata calda può essere presto, ma alla fine chi se ne frega, è sempre e comunque buona!
Magari chiacchierando della giornata, o di cosa poter fare poi, passando del tempo insieme un po' diverso e più intimo.


3-- Leggere insieme qualche storia paurosa. Dato il periodo dell'anno, l'ideale penso sia qualche storia con un bel vampiretto o mostriciattolo, o una streghetta combina malanni, ma qualsiasi storia autunnale con ricci, foglie, colori, pioggia o che so io saranno sicuramente apprezzate. Noi amiamo leggere queste storie, storie che trovo solitamente anche su internet in velocità, e poi farci un bel disegno, magari colorando con tempere o con acquerelli. Qualche link che potrete trovare utile:
Pianeta Mamma- Storie di Halloween per Bambini
Nano Press - Halloween Storie di Paura per Bambini

4-- Una bella passeggiata al parco.
In questo periodo la cosa più bella è approfittare delle giornate soleggiate per fare delle bellissime passeggiate tra i campi. Ad esempio nel mio paesino ci sono molte stradine che li attraversano, con alberi che ombreggiano la zona. Allo stesso modo si può passare la giornata al parco e approfittare del tepore prima dell'arrivo del freddo. Si possono usare delle comode galosce e saltare in qualche bel mucchio di foglie. Molto Peppa Pig.

5-- La cosa bella poi è andare alle sagre di paese, in questo periodo piene di caldarroste e zucche, trucca bimbi e chi più ne ha più ne metta. Per di più è periodo di eventi in fattorie didattiche e simili. Spesso ci sono anche molti sconti su biglietti per entrare nello zoo e acquari, fate un po' di ricerche e cercate online, potrebbero esserci cose molto interessanti a cui partecipare prima del letargo. 

-80 giorni e mi sento sempre più una mongolfiera

mercoledì 17 ottobre 2018

Il momento più emozionante della nascita di Gio, a poche ore dal parto lui mi afferra. Dopo 6 anni ancora mi tiene con se.


Ormai siamo a meno 80 giorni dalla data presunta del parto. Giovanni è stato un'orologio svizzero, 22 settembre e 22 settembre è stato. Ma se ho capito una cosa da questa nuova avventura è che ogni gravidanza è a se. Che novità direte, te lo dicono tutti.
E' vero, ma io non ci credevo. Mi sento molto diversa da sei anni fa, quello sì. Ma io, non pensavo che il mio corpo non potesse decidere di prendere una stessa situazione già vissuta e viverla esattamente al contrario.
Partendo dal malessere, dalle nausee, dagli ormoni, dai suoi movimenti.
Può sembrare strano, ma la gravidanza di Gio la ricordo bene. Almeno penso di ricordarla bene, spesso credo di non averla vissuta io, mi sembra tutto così lontano. Ma ricordo sicuramente i suoi movimenti, ed erano ben diversi.
Gio faceva la stellina ad esempio. Dormiva, dormiva, e poi di colpo taaac due pugni che spingevano sulle costole e due piedini che spostavano le ovaie. Pochi secondi senza respirare e lui tornava tranquillo.
Con Lorenzo parliamo di un vero e proprio terremoto, innanzitutto a 16 settimane già lo sentivo. Pensavo anche io fosse impossibile eppure dalle ecografie risultava che non stava fermo un secondo e i miei "sfarfallii" coincidevano.
Ma ora, a 28, sembra abbia una spina sempre attaccata. Calci, pugni, capriole, piccoli movimenti, singhiozzo, schiacciamento vario di organi interni, ecc ecc.
A volte ci parlo, e chiedo gentilmente di mollarla e dormire un po'. Ma figuriamoci!
Sembra inoltre già riconoscere tutti. Se metto la mano io mi segue, se la mette il papà calci e pugni, quasi a voler uscire per giocare. Arrivano la nonna e Gio e si calma improvvisamente, se si avvicinano le zie va a momenti, in base alla giornata.
Ci prende già tutti un po' in giro.
Più felice di Giovanni non c'è nessuno, ha già detto che nel momento in cui a Lorenzo scapperà la cacca possiamo riposarci tranquilli che lo accompagnerà lui.
Partiamo bene. So già che alla prima cacca cambierà idea.
Nella gravidanza di Gio ero pure mille volte più bella, e mi sentivo così.
Pesavo 30 chili in più di ora, ma mi vedevo veramente bene. Capelli bellissimi, non più crespi, ricrescita quasi invisibile, unghie lunghe e resistenti.
Questa volta zero. Sono a 28 settimane e ho preso si e no mezzo chilo. Di per sè quindi non dovrei vedermi un pallone con le ruote, eppure mi ci vedo e mi ci sento.
Mi sento come "intrigosa" (passatemi il termine ma meglio di questo non ne trovo). Spesso mi sento sicura di passare tra le sedie e il muro e invece niente. Vogliamo parlare dei capelli? Praticamente sono completamente bianchi, ricrescita a non finire e ultramegacrespi. Per di più si ungono con un non nulla, quindi dalle due volte a settimana classiche (e spesso solo perchè mi sentivo io, ma di per se nessuno li notava sporchi o unti) a quasi ogni giorno. E io odio lavarmi i capelli. E la quantità che rimane nel lavandino?
E per fortuna sto usando prodotti selezionati, non insomma quelli del supermercato, con cui mi trovo benissimo.
La pelle non parliamone neanche e le unghie si sono più resistenti, ma non crescono proprio.
Con Giovanni poi mangiare era una goduria. Per carità, nonostante partissi già da una situazione grave sono riuscita a non prendere molto peso. Però non ho avuto problemi di digestione ogni volta che mangiavo, respiravo, starnutivo ecc ecc.
Ora si, mi capita di avere fame, ma passa abbastanza veloce quando penso a come ne risponderà il mio stomaco e intestino.

Poi ho un po' una questione psicologica che spero di risolvere appunto tra 80 giorni. Io amo mio figlio più di ogni altra cosa al mondo, questo è fuor di dubbio. Quando mia sorella mi ha detto di aspettare Leo, ho pianto per ore per la gioia che stavo provando nel cuore. Mi sembrava impossibile, eppure quando lo ho visto la prima volta ho capito che lo avrei amato come fosse cresciuto dentro di me. Ci penso sempre, penso a lui e mi preoccupo per lui come con Gio.
Ma anche su questo, questa gravidanza è molto diversa. Certo che gli voglio bene, e se succedesse qualcosa morirei. Ma davvero potrò amarlo come amo Gio? Leggo su molti blog che è una domanda che si pongono in tante, ma nel momento stesso in cui gli sguardi si incrociano per la prima volta, ogni paura scompare.
Se devo pensare a un motivo, credo sia semplicemente autodifesa. So come andrà, ci sono già passata, so che dipende completamente da me ora e ogni mio errore può essere fatale. So che per amare e interagire con Gio come faccio ora ci sono voluti sei anni, non pretendo che ci sia da subito questo scambio di affetto e interazioni.
Spero, ma dentro di me ne sono sicura, che scocchi tra di noi subito il colpo di fulmine.
Anche per quello sto cercando di vivermi ogni secondo in famiglia come un momento prezioso, come un nuovo ricordo da creare, perchè poi ci saranno ovviamente dei sacrifici da fare, almeno inizialmente, e non voglio vengano visti come delle privazioni, ma come un "ok, ci siamo goduti i momenti per noi 3 ora siamo una nuova famiglia".

Però, c'è un però. Anzi, molti. Sentirlo crescere dentro di me è bellissimo. Sentire che sta bene e poterlo constatare con un bel calcio nello stomaco mi fa stare tranquilla. Passare dall'essere senza respiro ad avere mezzo minuto con i polmoni liberi, ti fa provare la bellezza di sentire l'ossigeno che ti dà sollievo.

E' vero, ogni gravidanza è a se, ma nessuno può cambiare la sensazione di poter dar vita a un nuovo cucciolo d'uomo.

Cosa può fare un mese di scuola

mercoledì 10 ottobre 2018




Sembra ieri che mi sono sposata, oggi che ho visto il test positivo per la mia prima gravidanza. Il mio sogno era dargli le prime pappe, poi sentirlo dire mamma, poi vederlo camminare.

Invece siamo a un mese dall'inizio della scuola elementare, o primaria o come cavolo si chiama.
Devo dire che a parte sentirmi vecchia, mi sento anche molto nonna ultra ottantenne inside. Del tipo:" Eeeee ai miei tempi si cominciava con linee e linee di vocali, non con le filastrocche!! ", oppure il non capire perchè mio figlio di sei anni mi parla di "colorare a ritmo".
Però oh, penso che se alla fine i metodi sono cambiati ci sia anche un motivo no? Non ho ancora capito quale, ma sono fiduciosa.

A Gio abbiamo fatto fare il corso normale, cioè a mezzogiorno e venticinque è a casa. Anche se, sia le maestre dell'asilo che la foniatra, ci hanno detto che essenzialmente lui poteva affrontare benissimo anche il tempo prolungato. Ma sono sempre più sicura della nostra scelta.
Spesso arriva a casa KO totale e poi ovviamente ha anche i compiti da fare.
Amo aiutarlo responsabilizzandolo, ad esempio lasciandolo sbagliare, oppure semplicemente controllando ma senza proferire parola.
Amo vederlo sopra il quaderno, mentre tempera la matita o canticchia colorando.

So di essere molto fortunata nel potermelo permettere, nel poterlo vedere crescere e maturare anche in queste piccole cose, ma anche se questo ci ha portato e ci sta portando a piccoli sacrifici, amo vederlo riempire il quaderno di tempera perchè non ha pensato prima di svuotarlo di spostarsi sopra il cestino. E amo soprattutto vedere che sta per succedere e non dirgli nulla, perchè sono questi piccoli errori che lo aiuteranno a portare più attenzione. O forse no, ma spero di si, perchè se in classe lo fanno in 17, aiuto.

Sapete, sarà solo impressione, ma già in un mese, mi sembra cambiato moltissimo.
Nei primi giorni continuavo a ripetermi che era pronto, un po' come un mantra di auto convinzione. Alla fin fine, l'età è quella giusta, indipendente è indipendente. Che poi non sappia aprire un pacchetto di briosche non importa. Che non sappia sbottonarsi il grembiule, imparerà. Che non riesca a temperare i pastelli perchè non ricorda la mano da girare, ci proverà e riproverà.
E nel caso la maestra è sempre li.

Il secondo giorno è tornato dicendomi che la maestra lo aveva sgridato con un tono arrabbiato, perchè non aveva capito di dover colorare il pappagallo, che avrebbe voluto gridare forte il mio nome cosi correvo li.
Non potete immaginare il mio cuore di mamma. Il mio primo pensiero è stato: adesso corro li e cerco di capire cosa è successo, non si può dire cosi al mio cucciolo.
Poi mi sono fermata a pensare. A parte che chissà lui cosa ha capito, nel senso, i rimproveri di solito siamo io e papà a farli, sentire un'estranea che ti dice:" guarda che il pappagallo è blu non rosso", conoscendo la testardaggine e l'empatia, potrebbe essere bastato a scatenare il tutto.
Ma il giorno dopo è stato molto più attento, ed è andata alla grande. Il giorno dopo ancora ha risbagliato, ma ecco che ha imparato la lezione. Da quel giorno niente più voglia di urlare per chiamare mamma e papà, ma ha capito che è solo per insegnare se le maestre ti dicono che stai sbagliando e anzi, oggi è venuto a casa dicendomi: "Povere maestre, vanno a casa sempre senza voce!"

Ma quanto può far crescere un mese di scuola? Si dal punto di vista dell'attenzione, della precisione nel tratto, ma soprattutto mentalmente.
Ora lo guardo e mi sento vecchia, mi sento come se il mio lavoro fosse finito, se quello che ho fatto per la sua educazione e maturità ormai sia fatto, e ora non mi resti che vederne i frutti.
Questo non vuol dire che starò zitta di fronte ai suoi sbagli o che non lo elogerò quando farà qualcosa che lo meriti, ma semplicemente che lo vedo in grado di fare le sue scelte e di prendere delle decisioni che vanno fuori dalla mia portata.
Il decidere per esempio che appena finito pranzo può iniziare i compiti "cosi si toglie il pensiero", oppure il suo non scappare o divincolarsi se dopo Judo tocca la doccia, o il semplice decidere di iscriversi a questa disciplina.
Piccoli segnali che ormai il nostro cucciolo è un vero e proprio ometto.

Ah, e dopo un mese esatto, sa pure temperare, aprire le confezioni di biscotti o briosche, e sbottonarsi il grembiule.





Siamo tutte mamme.

lunedì 8 ottobre 2018



Ho acceso le mie candeline profumate, ho rimesso in ordine la camera.
Mentre sono seduta con lo sguardo fisso al PC, penso a cosa potrei scrivere, un po' come fosse un diario che tengo tutto per me, un momento di relax e di sfogo.
La prima cosa che mi salta in testa, forse Lorenzino che si gira e rigira nella pancia come stesse facendo i cento metri ostacoli alle olimpiadi, mi fa pensare a come sono diverse le gravidanze.
Non nel senso stretto di gravidanza, ma nel senso letterale.
C'è chi della gravidanza ha il terrore, e non vuole avere figli. Vuole viversi la libertà e non avere costrizioni da quel punto di vista.
Chi ama i bambini, ma degli altri. Quindi magari adora tenere i nipotini, i bimbi degli amici, come fossero un po' anche suoi, ma l'idea di averne uno proprio assolutamente no.
C'è chi ci prova tanto, e tanto, e tanto.... con sacrificio e dolore. Ma il destino, fato, Dio, o decidete voi come chiamarlo, non vuole. E allora si passano notti a piangere, guardando foto o cercando un motivo a tutto questo. Che spesso e volentieri non c'è.
C'è chi ci riesce, e poi lo perde. E poi non ha più il coraggio e la voglia di riprovarci e provare ancora quel dolore. Che sia dopo un mese, dopo 3 o dopo 9.
C'è chi lo perde e ci riprova subito e inaspettatamente arriva.
C'è chi può abbracciarlo e lo perde subito dopo. C'è chi deve lottare per tenerlo tra le braccia e chi deve lottare per dargli una vita dignitosa.
C'è chi non si arrende, e non potendone avere uno biologicamente proprio, lo adotta. Ma lo ama come lo avesse partorito lei.
C'è chi per legge non può averne, e aiuta chi invece potrebbe ma non vuole quello che, senza volerlo, è arrivato.
C'è chi aiuta chi non può ad averne, e chi fa da mamma solo per quei nove mesi.
C'è chi ha un animale che ama come un figlio, e chi ama la vita come fosse un po' un figlio.
Quanto amo vedere al parco, uomini e donne correre con il proprio cane, vedendo sui loro visi tutta la maternità che una persona possa provare prima di esplodere.

Ma che differenza c'è tra tutte queste famiglie? Nessuna. Ognuno vive la " gravidanza " a modo suo. Mi piace pensare alla gravidanza semplicemente come un'attesa, che sia di una decisione, di due lineette su un pezzo di plastica o nelle notti insonni in cui, abbracciato a chi ami, pensi a cosa la vita possa ancora darti.

Penso che le mamme siano tutti, siano donne o uomini che di fronte a delle scelte donano un pezzo di cuore ad una persona che non sono loro, che decidono di guardare il futuro con fiducia e di prendere un pezzetto di felicità e stringerlo a sè.
A volte aiutando la propria famiglia a volte un'amico o un estraneo.

Quando penso a tutto ciò penso alla fortuna che abbiamo, tutti. A quanto alla fine anche se piena di dolori e ansie, a quanto sia bella l'attesa. Perchè se c'è attesa, c'è ancora qualcosa in cui sperare.

Io sono fortunata e sia Giovanni che Lorenzo, me lo ricordano ogni giorno. Che sia con una coccola o un calcetto.

Penso a quanto mi renda felice Simone ogni giorno, per avermi donato questa gioia.

Penso che ogni persona al mondo possa provare questi sentimenti, purtroppo o per fortuna ognuno in un modo a sè, seguendo un percorso che sono sicura, sia scritto da qualche parte e a su cui non abbiamo grandi possibilità di scelta.
Magari scarabocchiandolo un po', a matita per poterlo subito cancellare. O decidere di scrivere con il pennarello indelebile la parola felicità, sapendola trovare ognuno a proprio modo, nel proprio percorso.

Senza discriminare chi ha più fortuna di noi, non sapendo la battaglia che sta vivendo e cerca di nascondere con un sorriso.

Quindi, sorridiamo. Sorridiamo anche per chi non se lo sente di farlo, per chi la vita ha messo alle strette e per chi non sa che da domani avrà un sacco di nuovi motivi per farlo. Non puntiamo il dito, ma cerchiamo di trasmettere felicità sapendo che non c'è cosa più contagiosa.

Benvenuto Autunno, Benvenuto Ottobre, Benvenuto Settimo Mese!

lunedì 1 ottobre 2018




Che dire?
Sono stata assente tantissimo, e lo so, mea culpa.. (si scrive cosi?)

Diciamo che sono successe alcune cose, e mi piacerebbe parlarne.
Questo blog è un po' il mio diario, dove voglio aprirmi senza nulla in cambio e magari scoprire che non sono la sola.

Sono sempre Patrizia, 28 anni (nel frattempo sono pure diventata più vecchia!!), un marito meraviglioso e un bimbo che mi riempie il cuore.

E un bimbo in arrivo!

Si, nel mio pancione c'è Lorenzo, un piccolo scricciolo che non sta mai fermo, che sembra sentire la presenza di papà per fare le capriole e quando la mamma vuole dormire per farsi venire il singhiozzo.
Un fratellino che ogni volta che ci vediamo dopo scuola mi chiede cosa sta facendo, appoggia la manina e dà un bacino.

Tutto perfetto insomma, soprattutto in piena salute!

Ma devo dire che è proprio vero, ogni gravidanza è a se, e questa mi ha scombussolato tantissimo.
Sarà che sono passati 6 anni, che sono cresciuta, che la vita è diversa e manca un po' la tranquillità e l'incoscienza della "prima volta".

Ci abbiamo provato tanto (relativamente in realtà, circa otto mesi, ma Giovanni è arrivato immediatamente e a me è sembrata un'eternità), ed è arrivato giusto l'unico mese che ci abbiamo creduto meno. (Inizia già a prenderci in giro!)

Il test lo ho fatto giusto per conferma di non essere in attesa, sono talmente emotiva e sensibile che spesso e volentieri il solo pensare di esserlo mi faceva saltare il ciclo. Quindi ho prevenuto. Il primo giorno di ritardo (che poi, non le ho mai avute regolari), ho fatto. Stando benissimo.
Ed ecco le due lineette. Sono corsa in camera (di solito Simo mi sta vicino, ma questa volta non gli ho neppure chiesto, convintissima che tanto era solo l'ennesimo mese buco).

Ha pianto, confermandomi le due lineette.

Da lì è partito un super circolo strano. La giornata è proseguita tra confusione mentale e ormonale. I nostri messaggi erano tutto un: " ma sta succedendo davvero?". Ogni volta che mi guardava, aveva gli occhi a cuoricino. Diciamo che ci credeva molto più lui di me.

Dal giorno dopo ho cominciato a crederci anche io. Non stavo in piedi per la nausea e mi sentivo come avessi quaranta di febbre stabile. Ma con Gio non era andata cosi!
Con lui non ho avuto grandissimi problemi, si un po' di nausea ma due settimane e niente più.
Invece qui tra notti in bianco, nausea, malessere, pianti... avevo sempre più dubbi su quello che stavo facendo.
Sono la persona più ansiosa di questo mondo, ogni piccola cosa mi mette in crisi, scrivo ogni giorno un diario delle mie paure, che anche se stupide, non so come scrollarmi di dosso.
E ora avevo in grembo un bimbo, a cui dovevo, perlomeno tentare, di dare tutto il benessere possibile, fisico e psicologico.
Ma avevo paura di mangiare, di bere, di dormire, che succedesse qualcosa ben fuori dalle mie possibilità.

Ma alla prima ecografia, dove lo stesso ginecologo ha detto esatte parole: " Questo bimbo sta cosi bene che non riesco neppure a fare l'ecografia!Non sta fermo!"
Sentire il battito, mi ha portato uno scalino avanti.
Ora lo volevo... ma ce l'avrei fatta?

Beh senza stufarvi troppo ho vissuto così fino a ieri. Non sto dicendo ieri come giorno a caso, proprio ieri.

Le nausee sono passate o comunque molto calate con l'arrivo del settimo mese. Ho passato almeno una decina di cose ben fuori dalla mia zona di comfort nell'ultimo mese, ma soprattutto ho deciso che devo cambiare. Poi riuscirci è un'altra cosa, ma intanto ci provo.

Ieri, penso per la prima volta in 7 anni di matrimonio, abbiamo deciso di prendere e andare a fare una passeggiata al mare. Cosi a caso, abbastanza senza meta.
Con la mia paura di allontanarmi da casa, di prendere fretto, di vomitare e di stare male e non avere come poter correre ai ripari.
Abbiamo preso una mega coppa gelato, siamo usciti a cena, abbiamo parlato giocando e riempiendoci di sabbia.
Non ho pensato, non ho avuto paura.

Oggi è il primo ottobre, meteorologicamente, guardando fuori dalla finestra è pure il primo giorno di Autunno. Oggi comincio il terzo trimestre, il settimo mese.
Non sto ancora benissimo, ma ormai siamo allo scatto finale.

Voglio viverla cosi, tornando un po' a prendermi tutto, soprattutto la gioia di vivermi la giornata e soprattutto questo momento di pace ormonale, che chissà quando tornerà!!

Quindi... Sono tornata... e questa volta siamo in 4 a divertirci e creare aneddoti da raccontare!

E voi, avete mai visto una giraffa?

giovedì 16 novembre 2017

Non sono diventata matta, lo sono sempre stata.
Tornando alle cose serie, avete mai avuto il sogno di vedere qualche animale particolare, quelli da film per capirci, animali lontanissimi dal nostro immaginario, dal vero?
Io si, e come me mio marito e mio figlio. Per il nostro fine settimana a Verona, ho quindi inserito come tappa principale: Parco Natura Viva di Bussolengo!
In realtà 6 anni fa, nei pochi giorni passati a Verona dopo il matrimonio, c'ero già stata. Ma sinceramente, non stufa mai! e per di più ora c'è Gio, e non avete idea di quanto gli brillassero gli occhi nel vedere giraffe, zebre, iene, ocelot e altri tantissimi animali da cartoni animali, dal vero, poterli vedere giocare e essere felici nonostante la cattività.
Poi Gio passione Comandante era proprio nel suo habitat, con la mappa in mano ci ha portato lui in giro per lo zoo, con una passeggiata lunghissima.